Christine Peterson e il termine Open Source

Correva l’anno 1998 e Christine Peterson coniò il termine Open Source durante una serie di riunioni tenute al Foresight Institute di Palo Alto (California).

In questo articolo pubblicato su opensource.com, Peterson spiega molto bene le ragioni della necessità di un nuovo termine da usare al posto di “free software”, racconta quando le venne in mente e come riuscirono a renderlo la nuova definizione de facto.

Al Foresight Institute già da qualche tempo stavano discutendo su come il “free” software fosse un tassello importante per aumentare la sicurezza del software, ma che allo stesso tempo era necessario chiamarlo in modo diverso. Sia per non dover continuamente spiegare: “We mean free as in freedom, not free as in beer.”, sia per coniare un termine libero da connotazioni politiche e filosofiche.

Al Foresight Institute si tenevano molte riunioni sull’argomento e proprio lì Eric Raymond stabilì la sua base operativa quando nel febbraio del 1998 andò a Palo Alto per pianificare i dettagli del rilascio del codice sorgente del browser Netscape sotto licenza libera.

Peterson partecipava alle sue riunioni e mise in evidenza la necessità di adottare un nuovo termine da un punto di vista teorico, legale e commerciale. Durante una di queste pensò a “open source software” e sebbene non del tutto convinta, ne fu convinta abbastanza da parlarne con alcuni suoi colleghi, tra cui Todd Anderson. Quest’ultimo anziché aspettare una scelta ufficiale per un termine, iniziò ad utilizzare “open source” durante diverse importanti riunioni.

Il 5 febbraio del 1998 durante una riunione (per Netscape) in cui la questione di stabilire un termine fu solo marginale, ma decisiva, Anderson e Raymond convennero che “open source” fosse la terminologia più idonea e nessuno fu contrario.

Pochi giorni dopo nasceva opensource.org e nell’aprile successivo un summit per programmatori organizzato da O’Reilly & Associates (quelli dei libri) fu definito dai più “Open source Summit“.

Da lì in poi il termine, coniato da una non-programmatrice, divenne di uso sempre più frequente.


Altre risorse:

Nella mia bolla e fuori